INTRODUZIONE ASPETTI NORMATIVI

DIRETTIVE EUROPEE
Le Direttive Europee in tema di rifiuti stabiliscono quali obiettivi principali per gli Stati membri la prevenzione, il riciclaggio e recupero dei rifiuti, lo sviluppo della raccolta differenziata. Questi punti devono far sì che il rifiuto non prosegua il suo percorso verso le discariche, ma diventi una Risorsa. E ciò è possibile grazie anche allo sviluppo tecnologico delle industrie con impianti che, a fronte della selezione con la raccolta differenziata, sono in grado di lavorare i materiali (rifiuti) e ricondurli al ciclo produttivo: con il “Ciclo del Riciclo” da carta rinasce carta con un minore impatto ambientale e minore consumo di materia prima, acqua ed energia.
La Direttiva 2008/98/CE fornisce, tra l’altro, specifiche definizioni all’art. 3, nei punti estratti, che riguardano:
11) «raccolta differenziata»: la raccolta in cui un flusso di rifiuti è tenuto separato in base al tipo e alla natura dei rifiuti al fine di facilitarne il trattamento specifico;
12) «prevenzione» misure, prese prima che una sostanza, un materiale o un prodotto sia diventato un rifiuto, che riducono:
a) la quantità dei rifiuti, anche attraverso il riutilizzo dei prodotti o l’estensione del loro ciclo di vita;
b) gli impatti negativi dei rifiuti prodotti sull’ambiente e la salute umana; oppure
c) il contenuto di sostanze pericolose in materiali e prodotti;
13) «riutilizzo» qualsiasi operazione attraverso la quale prodotti o componenti che non sono rifiuti sono reimpiegati per la stessa finalità per la quale erano stati concepiti.
Inoltre, all’articolo 4 “Gerarchia dei rifiuti” definisce:
1. La seguente gerarchia dei rifiuti si applica quale ordine di priorità della normativa e della politica in materia di prevenzione e gestione dei rifiuti:
a) prevenzione;
b) preparazione per il riutilizzo;
c) riciclaggio;
d) recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia; e
e) smaltimento.
2. Nell’applicare la gerarchia dei rifiuti di cui al paragrafo 1, gli Stati membri adottano misure volte a incoraggiare le opzioni che danno il miglior risultato ambientale complessivo. A tal fine può essere necessario che flussi di rifiuti specifici si discostino dalla gerarchia laddove ciò sia giustificato dall’impostazione in termini di ciclo di vita in relazione agli impatti complessivi della produzione e della gestione di tali rifiuti.
Ed all’ Articolo 29 “Programmi di prevenzione dei rifiuti”:
1. Gli Stati membri adottano, a norma degli articoli 1 e 4, programmi di prevenzione dei rifiuti entro il 12 dicembre 2013.
Tali programmi sono integrati nei piani di gestione dei rifiuti di cui all’articolo 28 o, se opportuno, in altri programmi di politica ambientale oppure costituiscono programmi a sé stanti. In caso di integrazione nel piano di gestione o in altri programmi, vengono chiaramente identificate le misure di prevenzione dei rifiuti.
2. I programmi di cui al paragrafo 1 fissano gli obiettivi di prevenzione. Gli Stati membri descrivono le misure di prevenzione esistenti e valutano l’utilità degli esempi di misure di cui all’allegato IV o di altre misure adeguate.
Lo scopo di tali obiettivi e misure è di dissociare la crescita economica dagli impatti ambientali connessi alla produzione dei rifiuti.

LINEE GUIDA COMMISSIONE EUROPEA E RELATIVE MISURE In base alle linee Guida della Commissione europea, i flussi prioritari su cui focalizzare le misure di prevenzione sono i rifiuti biodegradabili, i rifiuti cartacei, i rifiuti da imballaggio, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche ed i rifiuti pericolosi.
Rifiuti cartacei
I rifiuti cartacei sono prodotti principalmente dalle famiglie e dalle imprese e, all’interno di questo flusso di rifiuti, si possono individuare specifici prodotti più rilevanti e per i quali è più facile stabilire dei target. Le linee guida della Commissione focalizzano l’attenzione su la posta indesiderata (junk mail), i cataloghi, la carta per uffici, i giornali e le riviste.
A livello domestico, per ridurre la posta indesiderata, le linee guida della Commissione suggeriscono campagne di sensibilizzazione sull’impatto ambientale di questo tipo di posta e strumenti pratici di prevenzione come la distribuzione di stickers “no junk mail” e chiare indicazioni sul modo di rimuovere il proprio nominativo dai database per la distribuzione della posta. Secondo le stime contenute nelle Linee guida 2010 sulla prevenzione dei rifiuti di Federambiente e Osservatorio Nazionale Rifiuti, la quantità di materiale pubblicitario non indirizzato (anonimo) che viene recapitato nelle cassette postali dei cittadini oscilla per utenza fra i 10 e i 16 kg/anno.
La riduzione dei rifiuti cartacei può avvenire in maniera rilevante anche nell’ambito dei consumi all’interno di uffici pubblici e privati. In tal senso, a livello di Pubblica Amministrazione, agiscono le iniziative legate alla semplificazione delle procedure amministrative che pur non perseguendo direttamente obiettivi ambientali, di fatto, hanno conseguenze in termini di risparmio delle risorse materiali e di riduzione dei rifiuti grazie all’utilizzo di internet e alla digitalizzazione delle prassi amministrative.
Misura I : Riduzione della posta indesiderata
La misura mira a ridurre la quantità dei rifiuti cartacei costituiti dal materiale pubblicitario recapitato senza richiesta nelle cassette postali dei cittadini. Misura II: dematerializzazione della bollettazione e di altri avvisi Molti enti pubblici e gestori di servizi e istituti bancari hanno già adottato sistemi di bollettazione e rendicontazione online, ma altri prevedono ancora l’esclusiva comunicazione cartacea.
Misura III: Riduzione del consumo di carta negli uffici
Una possibile iniziativa che riguarda gli uffici pubblici e privati potrebbe consistere nella riduzione dell’uso della carta. Il flusso relativo a tale misura dovrebbe essere monitorabile attraverso gli ordini di cancelleria degli uffici.

NORMATIVA ITALIANA La normativa in materia di rifiuti è stata più volte modificata nel suo Testo Unico, il D. Lgs. 152/2006 (cosiddetto Codice ambientale), in attuazione della normativa europea, e successivamente attraverso una serie di norme che hanno inciso su diversi profili della materia e segnatamente sull'affidamento e sulla gestione del servizio, sulla tassazione, sui profili sanzionatori, nonché più in generale sulla gestione dei rifiuti medesimi.
La normativa concernente la gestione dei rifiuti è contenuta nella parte quarta del D. Lgs. 152/2006 ed è stata sostanzialmente modificata a seguito del recepimento delle direttive europee in tale ambito.
Il D. Lgs. 205/2010 ha recepito nell'ordinamento interno la direttiva quadro sui rifiuti (direttiva 2008/98/CE), che ha profondamente innovato la disciplina europea in tale ambito. Il decreto è intervenuto, pertanto, con modifiche significative sulla parte IV del Codice ambientale, che è stata parzialmente riscritta.
Le innovazioni hanno riguardato in primo luogo le definizioni sulla base delle quali si fonda l'impianto applicativo della nuova disciplina, e precisamente:
- la definizione di sottoprodotto (già prevista dall'ordinamento nazionale), che è stata resa più aderente al disposto europeo attraverso l'introduzione di criteri per la sua qualificazione, atteso che tale tipologia non comprende rifiuti ma sostanze o oggetti che devono soddisfare determinate condizioni per il loro utilizzo (art. 184-bis del Codice);
- la definizione di una procedura per la cessazione della qualifica di rifiuto (cd. end of waste) di cui all'art. 184-ter del Codice;
- la riformulazione della gerarchia dei rifiuti, con un ordine di priorità che prevede: la prevenzione, cioè misure che riducono la quantità di rifiuti anche attraverso il riutilizzo dei prodotti o l’estensione del loro ciclo di vita; la preparazione per il riutilizzo, ovvero le operazioni di controllo, pulizia e riparazione attraverso cui i prodotti o componenti di prodotti diventati rifiuti sono preparati in modo da poter essere reimpiegati senza altro pretrattamento; il riciclaggio, il recupero (ad esempio di energia, quando cioè i rifiuti svolgono un ruolo utile sostituendo altri materiali) e lo smaltimento.
Si prevede, inoltre, l’adozione, da parte del Ministero dell’ambiente, di un Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti e delle indicazioni per l’integrazione di Programma nei piani regionali di gestione dei rifiuti.
Sono stati introdotti precisi obiettivi quantitativi (in termini di peso) relativi alla preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio/recupero di rifiuti, da raggiungere entro il 2020, che si aggiungono agli obiettivi per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani:
- l’articolo 11 della direttiva 2008/98/CE, recepito nell’ordinamento nazionale dall’articolo 181 del d.lgs. 152/06 (“entro il 2020, la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti quali, come minimo, carta, metalli, plastica e vetro provenienti dai nuclei domestici, e possibilmente di altra origine, nella misura in cui tali flussi di rifiuti sono simili a quelli domestici, sarà aumentata complessivamente almeno al 50% in termini di peso;”).
- l’art. 205 “Misure per incrementare la raccolta differenziata”, al comma 1 (Fatto salvo quanto previsto al comma 1-bis, in ogni ambito territoriale ottimale deve essere assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari alle seguenti percentuali minime di rifiuti prodotti: (modificato dall'art. 21 del d.lgs. n. 205 del 2010)
a) almeno il trentacinque per cento entro il 31 dicembre 2006;
b) almeno il quarantacinque per cento entro il 31 dicembre 2008;
c) almeno il sessantacinque per cento entro il 31 dicembre 2012.
In questo contesto con Decreto 4 aprile 2013 “Criteri ambientali minimi per l'acquisto di carta per copia e carta grafica - aggiornamento 2013”, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha dettato i "criteri ambientali minimi' e alcune indicazioni generali per l'acquisto e l'uso di carta per copia e carta grafica, che rientra nella categoria "Cancelleria" prevista dal PAN GPP (Piano d'Azione Nazionale sul Green Public Procurement) e rappresenta l'aggiornamento dell'Allegato 2 del D. M. 12 ottobre 2009.
L'obiettivo proposto è di raggiungere entro l'anno 2014 la quota del 60% di appalti ’’verdi’’, ed almeno il 30% degli appalti "verdi" dovrebbe riguardare la carta riciclata. Una politica di "appalti verdi" include anche indicazioni in merito al modo ambientalmente migliore con il quale far uso e "consumare" i prodotti "verdi" acquistati.
In particolare al punto 3.3 “Indicazioni per l'uso della carta e per la riduzione dei fabbisogni” (riduzione e razionalizzazione dell'uso della carta in risme) dispone che il consumo di carta deve essere razionalizzato tramite campagne di sensibilizzazione e informazione o attraverso apposite circolari destinate al personale.
Oltremodo, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare con Decreto 7 ottobre 2013 ha provveduto all’adozione e approvazione del Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti. Per l’Italia si tratta del primo esempio di programmazione a livello nazionale nel campo della prevenzione dei rifiuti. Tra le misure generali rientrano la produzione sostenibile, il Green Public Procurement per le pubbliche amministrazioni, il riutilizzo, l’informazione e sensibilizzazione, gli strumenti economici, fiscali e di regolamentazione, nonché la promozione della ricerca.
Misure specifiche di prevenzione dei rifiuti ed il carattere “prioritario” dei flussi di prodotti/rifiuti ritenuti prioritari è legato alla rilevanza quantitativa rispetto al totale dei rifiuti prodotti o alla loro suscettibilità ad essere ridotti con facilità e in modo efficiente. Tali flussi prioritari sono: i rifiuti biodegradabili con particolare attenzione agli scarti alimentari, i rifiuti cartacei, i rifiuti da imballaggio ed i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.
In sintesi alcune delle azioni, collegate al tema della riduzione e riciclo della carta, contenute nel Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti:
Produzione sostenibile Le buone pratiche operative implicano l’adozione di misure procedurali, amministrative o istituzionali per la prevenzione dei rifiuti (manutenzione e gestione dei magazzini e delle scorte).
I cambiamenti di prodotto sono attuati con l’intenzione di ridurre i rifiuti generati nell’utilizzo di un prodotto e nel suo fine vita. Tali cambiamenti possono condurre a modifiche nel design o nella composizione e il nuovo prodotto dovrà comportare minori impatti ambientali lungo l’intero ciclo vita.
Green Public Procurement La Pubblica Amministrazione può assumere un ruolo di primo piano nell’attuazione di politiche di prevenzione attraverso l’introduzione, nelle procedure di acquisto e nei bandi pubblici, di criteri di selezione e di valutazione di carattere ambientale che, pur assicurando la libera concorrenza, garantiscono l’acquisto di prodotti preferibili dal punto di vista ambientale.
Il Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della Pubblica Amministrazione prevede l’adozione delle seguenti misure nelle procedure di acquisto di beni e servizi delle amministrazioni competenti:
- riduzione dell’uso di risorse naturali;
- sostituzione delle fonti energetiche non rinnovabili con fonti rinnovabili;
- riduzione della formazione di rifiuti;
- riduzione dei rischi ambientali.
Riutilizzo Il riutilizzo nelle sue diverse forme ricopre un ruolo fondamentale e rientra a pieno nel campo della prevenzione.
Nell’ordinamento nazionale, il riutilizzo dei prodotti stabilisce che le Pubbliche Amministrazioni debbano promuovere iniziative dirette a favorire il riutilizzo dei prodotti.
Informazione, sensibilizzazione, educazione Le campagne di sensibilizzazione e informazione rivestono un ruolo di primaria importanza nella prevenzione dei rifiuti.
Con l’intento di migliorare l’informazione sul tema della prevenzione dei rifiuti sarà creato un “Portale della Prevenzione Rifiuti” che fornirà informazioni in merito alle possibili azioni da intraprendere attraverso la creazione di una banca dati di buone pratiche.
Il portale fornirà indicazioni anche ai cittadini, informazioni per gli insegnanti utili allo sviluppo di progetti didattici sul tema, supporto alle Amministrazioni impegnate nella preparazione di programmi di prevenzione e fungerà da piattaforma per lo scambio di informazioni fra i soggetti attivi nel campo della prevenzione rifiuti, dando rilievo alle loro principali iniziative.
Il Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 novembre 2014 ha completato l'attività normativa per l'attuazione del Codice dell'amministrazione digitale. L'obiettivo è la gestione dematerializzata dei documenti compresi quelli della Pubblica Amministrazione.
Il decreto rappresenta un ulteriore elemento per garantire lo sviluppo digitale dell'Italia.
Con il decreto si definiscono le regole tecniche in materia di formazione, trasmissione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale dei documenti informatici nonché di formazione e conservazione dei documenti informatici delle pubbliche amministrazioni ai sensi degli articoli 20, 22, 23 -bis , 23 -ter , 40, comma 1, 41, e 71, comma 1, del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005.
Il DPCM riguarda regole valide sia per i privati che per le pubbliche amministrazioni. Sono regole tecniche necessarie per definire la gestione e conservazione sicura e corretta del documento informatico; vengono così definite le modalità per produrre un file digitale con valore legale.
Redazione, acquisizione di un documento informatico, registrazione, generazione, sottoscrizione con firma digitale, memorizzazione, duplicazione e conservazione, sono gli argomenti trattati e le regole definite.
Le regole contenute sono operative dal 11 febbraio e le pubbliche amministrazioni devono adeguarsi entro settembre 2016, data in cui diventa obbligatoria la gestione dei documenti informatici.

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