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Coronavirus: da azienda Iris sistema per rifiuti contaminati

Una soluzione che permette di trattare i rifiuti contaminati, come guanti, mascherine, garze e materiale infetto, con la creazione di una piccola unità mobile che può intervenire laddove sia necessario, spostandosi a seconda delle esigenze. E' il dispositivo Green Plasma Safe messo a punto da Iris, piccola azienda torinese specializzata nello sviluppo di processi tecnologici all'avanguardia.

Il trattamento, basato sulla conversione termochimica, è nato con l'obiettivo di trattare i rifiuti in luoghi isolati (rifugi, piccole comunità montane, imbarcazioni) e ha allo studio l'applicazione su imbarcazioni per il recupero della plastica negli oceani, trattandola a bordo senza doverla riportare a riva, abbattendo costi di gestione e tempistiche. La soluzione proposta per trattare i rifiuti contaminati è quindi l'adattamento di questo sistema ideato, progettato e brevettato da Iris che prevede l'utilizzo della tecnologia con plasma termico che consente di trattare su piccola scala rifiuti non recuperabili o speciali. Grazie alle alte temperature raggiunte (sino a 5000 gradi C) e all'assenza di ossigeno, la frazione di rifiuto organico si trasforma in gas che, dopo essere stato filtrato e purificato da eventuali molecole nocive, può essere convertito in energia elettrica e calore (per alimentare ad esempio un veicolo elettrico).

"Siamo impegnati da sempre nello sviluppo di tecnologie che possano essere al servizio dell'ambiente e della società", spiega Manuel Lai, fondatore di Iris.

Fonte:Ansa

Legambiente, smaltimento guanti e mascherine abbandonati

Far partire campagna di informazione e sensibilizzazione.
"Ci arrivano le prime segnalazioni di abbandoni per strada e nelle vicinanze di alcuni supermercati di guanti e di mascherine chirurgiche monouso. In previsione di una fase 2 con la riapertura di piccole e medie aziende, di alcuni uffici facciamo appello al senso civico e alla responsabilità dei cittadini ma soprattutto è importante far partire una campagna di informazione e sensibilizzazione seguendo le indicazione dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss)dove viene specificato come smaltire i presidi anti infezione quali mascherine e guanti". Lo chiede Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania.

"Questi articoli - aggiunge - sono tutti da conferire nella raccolta indifferenziata. E' bene avvolgere questi rifiuti in due o tre sacchetti, per essere sicuri che niente fuoriesca, e chiuderli bene. Per chiudere il sacchetto è bene usare dei guanti monouso, che poi andranno in un altro sacchetto che andrà sempre nella raccolta indifferenziata. Ricordiamo che i dispositivi sanitari sono molto resistenti e potrebbero durare nell'ambiente decine di anni come accade per le buste di plastica più spesse o i flaconi di liquidi più resistenti".

"Responsabilizzare e informare i cittadini per combattere maleducazione e inciviltà è fondamentale - conclude - soprattutto per evitare di ritrovarci in autunno, quando riprenderemo le nostre campagne ambientali, a dover liberare piazze strade e giardini da tanti guanti e mascherine oltre ai soliti rifiuti in plastica".

 

Fonte: Ansa

Manovra: approvata Plastic Tax, 45 centesimi al chilo

Scende a 45 centesimi al chilo la plastic tax, che si applica ai prodotti monouso. Lo prevede un emendamento alla manovra approvato in commissione Bilancio al Senato, che reinserisce il tetrapak fra i materiali sottoposti alla tassa. L'imposta entra in vigore a luglio.

Sono esclusi i prodotti in plastica riciclata e quelli composti da più materiali che abbiano una componente di plastica inferiore al 40%.(ANSA).

Fonte: Ansa

Coronavirus: si cucina di più ma attenti allo smaltimento dell'olio

In tempi di quarantena a causa del coronavirus, gli italiani sono chiusi in casa e si cucina di più: torte, crostate, pane, pizze e fritture, è caccia al lievito di birra ma si usa anche tanto olio che se non smaltito correttamente è altamente inquinante e dannoso per l'ambiente. Così "non gettare l'olio nel lavandino o nello scarico del bagno", "raccogliere l'olio in un contenitore ad hoc" e "buttarlo alle isole ecologiche" sono i consigli del vademecum per smaltire correttamente l'olio stilato da ReOils, consorzio senza scopo di lucro, che si occupa di raccolta di oli e grassi alimentari esausti e il recupero ai fini ambientali. L'olio utilizzato per cucinare o per friggere - spiega RenOils - per la maggior parte finisce nel lavandino o nello scarico del bagno, quindi nel sistema fognario, creando numerosi problemi. Rende sterile il terreno su cui viene versato; in acque superficiali forma un'estesa pellicola impermeabile impedendo alla flora e alla fauna acquatica lo scambio di ossigeno acqua-aria causandone la morte; versato in falde acquifere profonde, ne compromette la potabilità con dei costi per la depurazione di 1,10 euro al chilogrammo a carico dei cittadini. Il vademecum consiglia di inserire l'olio esausto in un contenitore ad hoc, magari di plastica spessa e con un collo largo per facilitare il travaso da padelle e pentole (bottiglie dei succhi di frutta o contenitori del detersivo liquido per la lavatrice); infine una volta pieno, il contenitore va portato all'isola ecologica di zona oppure buttato in appositi raccoglitori presenti nei Comuni di residenza. Per questo, il presidente di RenOils Ennio Fano augurandosi che il vademecum sia utile per un corretto smaltimento, afferma: "Abbiamo tutti una bella responsabilità, considerando che il 56% dell'olio esausto è imputabile al consumo domestico. L'apporto di oli e grassi nelle acque reflue urbane sarebbe - specifica - , secondo uno studio del Cnr e Irsa, pari a circa 20 grammi per abitante al giorno". A livello nazionale circa 1.200 tonnellate al giorno, 438.000 tonnellate/anno.

 

Fonte: Ansa

Settimana europea per riduzione rifiuti, Italia al top

Italia ancora al top in Europa nella prevenzione dei rifiuti. Lo rende noto l'Aica (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale) precisando che sono 5.795 le azioni registrate nel nostro Paese (+715 rispetto al 2018) per l'undicesima edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti-Serr (European Week for Waste Reduction), dal 16 al 24 novembre. Sono 12.871 le azioni registrate in tutta Europa per questa ampia campagna di informazione e sensibilizzazione sull'impatto della produzione di rifiuti sull'ambiente.

Tema di questa edizione è "Educare alla Riduzione dei Rifiuti", sviluppato in circa l'86% delle azioni registrate.

Obiettivo primario, spiega la nota, è il coinvolgimento di cittadini, istituzioni, associazioni, scuole e imprese. Nel 2019 sono cresciuti i singoli proponenti delle azioni, aumentati del 51% rispetto all'anno scorso. La categoria delle scuole ha registrato l'incremento maggiore nel numero di adesioni. In percentuale, le azioni sono state proposte Pubbliche Amministrazioni (21,27%), associazioni (13,7%), scuole (34,93%), imprese (19,19%)e cittadini (10,85%).

Anche quest'anno le azioni della Serr arrivano da ogni Regione d'Italia, soprattutto da Sicilia (672), Piemonte (651), e Lombardia (536).

Nata all'interno del Programma Life+, la settimana viene attualmente gestita da un Comitato promotore europeo in cui siede la Commissione Europea in veste di indirizzo strategico.

In Italia la Serr è coordinata da Aica e promossa da un Comitato promotore composto dalla Commissione nazionale italiana per l'Unesco come invitato permanente che quest'anno assieme al Ministero dell'Ambiente dà il patrocinio, Utilitalia, Anci, Città Metropolitana di Torino, Legambiente, Regione Sicilia, e con il supporto tecnico della cooperativa Erica. Hanno dato il contributo a questa edizione Conai e i Consorzi di Filiera Comieco, Corepla, Coreve, Cial e Ricrea.

 

Fonte:Ansa