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Rifiuti sanitari, c'è un'alternativa all'inceneritore

Anche i rifiuti sanitari si riciclano. E negli ultimi anni sono stati fatti grandi passi in avanti. Ma l’asticella si può ancora alzare. Per questo motivo l’azienda statunitense TerraCycle ha lanciato un programma di riciclo dedicato ai rifiuti sanitari particolarmente difficili da trattare, in particolare quelli utilizzati come strumenti da taglio.

TerraCycle utilizza una tecnologia di sterilizzazione approvata dall’EPA, l’agenzia USA per la protezione ambientale, che permette il riciclo di materiali da taglio usati raccolti negli ospedali di tutti gli Stati Uniti. Il metodo di disinfezione a vapore utilizza un autoclave. Successivamente, i prodotti vengono separati in diverse categorie: metalli, plastica e vetro.

TerraCycle sostiene inoltre di aver sviluppato anche un sistema speciale che fornisce “protezione da esposizione ai contaminanti e recupero di materiale ad alta efficienza”. A tal scopo, è stato creato un contenitore per oggetti taglienti resistente alle forature, nonché una scatola di cartone per le spedizioni in una varietà di formati. Le scatole per la raccolta dei rifiuti sanitari sono state approvate sia da UPS che dal servizio postale degli Stati Uniti.

Gli utenti possono semplicemente inserire lo strumento da taglio in una di queste scatole preaffrancate e chiamare il servizio postale per chiedere un ritiro.

In questo modo, secondo TerraCycle, si crea una valida alternativa all’incenerimento dei rifiuti sanitari. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), infatti, il 90 per cento di tutti i rifiuti sanitari finisce nell’inceneritore, anche se solo il 15 per cento può essere considerato biologicamente pericoloso.

Inizialmente, sottolinea l’OMS, si riteneva che la combustione di rifiuti sanitari fosse in grado di distruggere in maniera efficace i patogeni. Tuttavia, una nuova ricerca suggerisce che il processo di incenerimento espone l’ambiente a potenziali contaminanti sotto forma di particelle microscopiche emesse in atmosfera. Inoltre, le ceneri e i sottoprodotti risultanti non sono facilmente recuperabili per il riciclo o il riutilizzo e sono spesso conferiti in discarica.

 

Fonte: Rinnovabili.it