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Norme sugli shopper nella legge Europea 2017

La Commissione Politiche UE della Camera dei Deputati ha approvato nei giorni scorsi un emendamento del governo alla Legge europea 2017 che incorpora nel testo sia le norme già in vigore relative ai divieti alla commercializzazione dei sacchetti per la spesa in plastica, sia nuovi limiti alla distribuzione di sacchetti ultraleggeri, con spessore inferiore a 15 micron, richiesti a fini di igiene o forniti come imballaggio primario per alimenti sfusi (es. ortofrutta).

Si tratta delle stesse prescrizioni contenute nel DDL messo a punto dal Governo lo scorso novembre (leggi articolo), decaduto a causa dei tempi tecnici richiesti per ottenere l’approvazione da parte della Commissione europea. L’articolo 11-bis introduce nuove definizioni relative agli imballaggi in plastica, necessarie per l’applicazione della nuova disciplina, in cui rientrano quelle riguardanti le borse di plastica in materiale leggero (spessore inferiore a 50 micron) e ultraleggero (sotto i 15 micron), nonché le borse di plastica biodegradabili e compostabili. Ulteriori disposizioni riguardano: le informazioni che devono essere rese ai consumatori; l’apposizione di diciture identificative delle borse commercializzabili da parte dei produttori; gli obblighi di relazione alla Commissione europea circa l’utilizzo di borse di plastica; l’organizzazione di campagne di educazione ambientale e di sensibilizzazione dei consumatori sull’impatto delle borse di plastica sull’ambiente.

In aggiunta, il nuovo articolo 226-ter del D.Lgs. 152/2006 (Riduzione della commercializzazione delle borse di plastica in materiale ultraleggero) modificato dalla Legge europea 2017 in esame alla Camera, prevede che a partire dal 1 gennaio 2018possano essere commercializzati esclusivamente sacchetti ultraleggeri biodegradabili e compostabili (secondo UNI EN 13432), con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40 per cento, quota che sale al 50 percento a partire dal 1 gennaio 2020 e al 60 percento dal 1 gennaio 2021. In ogni caso, queste buste non potranno essere distribuite a titolo gratuito.

Il contenuto di materia prima rinnovabile dovrà essere certificato da organismi accreditati determinando la percentuale del carbonio di origine biologica presente nella borsa di plastica rispetto al carbonio totale, secondo lo standard  UNI CEN/TS 16640.

Conai viene affidato il compito di acquisire i dati sulla produzione e distribuzione di sacchetti monouso in plastica, che saranno elaborati dall’Ispra per calcolare l’utilizzo procapite, dato da inviare alla Commissione europea come richiesto dalla Direttiva europea 2015/720.

La Direttiva UE 2015/720 modifica la direttiva imballaggi (94/62/CE) su alcuni punti, al fine di favorire la riduzione dell’utilizzo di borse di plastica in materiale leggero (sotto i 50 micron) e ultraleggero (sotto i 15 micron). Gli Stati membri sono obbligati ad adottare le misure necessarie “atte a conseguire sul loro territorio una riduzione sostenuta dell’utilizzo di borse di plastica in materiale leggero”, che possono includere obiettivi di riduzione nazionali, restrizioni all'uso o misure finanziarie e possono variare a seconda dell'impatto ambientale che tali borse hanno quando sono recuperate o smaltite, delle loro proprietà di compostabilità, della loro durata o dell'uso specifico previsto.

Per informazioni sul testo di legge: Camera dei Deputati

Fonte: Polimerica

Dove lo butto: olio da frittura

L’olio che avete utilizzato per friggere non va gettato nel lavandino, perché in questo modo inquinerebbe le falde acquifere, causando inoltre notevoli danni all’ambiente! Al contrario, gli oli ed i grassi alimentari domestici vanno portati in Ecoisola per essere correttamente recuperati!

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Fonte: Acea Ricicla

20 anni di CONAI

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Pillole sul riciclo: ACCIAIO

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22° rapporto annuale: +8,6% il Sud motore della raccolta di carta e cartone in Italia

Presentato a Bari il 22° Rapporto Annuale di Comieco sulla raccolta differenziata di carta e cartone  
Con +8,6% il sud si conferma motore  della raccolta di carta e cartone in Italia 
Nel 2016 oltre 3.2 milioni le tonnellate raccolte nel belpaese
Importanti i risultati dei Comuni del Meridione grazie anche alle risorse speciali messe a disposizione da parte del Consorzio per aumentare la raccolta differenziata di carta e cartone: oltre 10 milioni di euro, dal 2014, con il Piano per l’Italia del Sud e il Bando Anci


La media nazionale di raccolta pro capite supera i 53 kg/ab. Con oltre 3,2 milioni di tonnellate raccolte dai Comuni, la raccolta differenziata di carta e cartone in Italia, dopo anni di stallo, registra un significativo incremento superiore al 3% ed erode più di 100mila tonnellate di rifiuti cellulosici alle discariche. Lo scenario tracciato da Comieco in occasione della presentazione del 22° Rapporto Annuale a Bari mostra una positiva ripresa della raccolta differenziata di carta e cartone nel nostro paese.
Una crescita importante che rivela segnali ancor più interessanti se si analizzano i dati delle tre macro aree italiane: Nord, Centro e Sud tornano a registrare tutte valori positivi. A spingere la ripresa sono sicuramente le regioni del Sud che, con un +8,6% (un tasso di crescita doppio rispetto a quanto ottenuto nel 2015), superano i 32Kg pro capite e si confermano motrice trainante della raccolta contribuendo a più della metà della crescita nazionale. Riprende la sua corsa, dopo lo stop dello scorso anno, anche il Nord che, con un pro capite annuo di 63,3 kg/ab, segna un +1,5%. Fa ancor di più il Centro con 65,6 kg per abitante e un +3%, grazie soprattutto alle performance prodotte nel Lazio.  Ad oggi, visti i risultati raggiunti, la vera sfida è ottenere e migliorare la qualità della raccolta che nel 2016 ha registrato una percentuale di impurità superiore al 3% (dato riferito ai flussi di raccolta famiglia).

 

Dai suoi esordi nella fine degli anni '90, l’Italia del riciclo di carta e cartone ha compiuto importanti passi avanti e noi italiani possiamo considerarci a pieno diritto una tra le nazioni europee meglio organizzate: in quasi 20 anni i volumi di carta e cartone raccolti sono più che triplicati, passando da 1 a oltre 3 milioni di tonnellate annue e riuscendo a sottrarre allo smaltimento in discarica più di 45 milioni di tonnellate di rifiuti cellulosici. 
Come consorzio di filiera nell'ambito del sistema CONAI, dall'entrata in vigore del decreto Ronchi (D. Lgs. 22/97), Comieco ha sempre operato come garante dell'avvio a riciclo di carta e cartone, accompagnando di fatto lo sviluppo della raccolta differenziata di in tutta Italia con oltre 1,4 miliardi di euro corrisposti ai Comuni in convenzione (102 milioni di euro solo nel 2016) e 28 milioni di tonnellate di carta e cartone gestiti.
Ruolo sussidiario che continua ad avere anche oggi, lasciando che le aree più mature (Nord e Centro) continuino il loro percorso in autonomia e concentrando invece i suoi sforzi, e i suoi investimenti, nelle aree con maggior bisogno di un supporto (nella fattispecie il Sud e le Isole dove l’incidenza di Comieco è nel 2016 pari al 77% delle raccolte comunali). 
 
Fonte dati: Comieco