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Lucart punta su un'economia circolare della carta

Prima azienda ad avviare un progetto di economia circolare nel settore della carta “tissue”, Lucart sostiene un programma di riciclo in cui i rifiuti diventano risorse, riciclati oltre 2,8 miliardi di cartoni per bevande tipo Tetra Pak in soli 4 anni. Dalla collaborazione tra Lucart e Tetra Pak, nel 2010 è nato Fiberpack, un progetto virtuoso e pluripremiato che rappresenta l’evoluzione della carta, coniugando sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica.  Fiberpack è il materiale che si ottiene dal recupero delle fibre di cellulosa presenti nei cartoni per bevande tipo Tetra Pak. Da uno solo di questi contenitori è possibile ricavare il 74% di fibre di cellulosa, oltre al 22% di polietilene e al 4% di alluminio, recuperando il 100% dei componenti.

Il progetto Fiberpack in soli 4 anni, dal 2013 al 2016, ha portato a grandi risultati:  oltre2,8 miliardi di cartoni per bevande da 1 litro  che, stesi uno dopo l’altro, equivalgono a una distanza pari a 16 volte il giro della Terra; più di 1,2 milioni gli alberi salvati  grazie a questa iniziativa, un valore pari a una superficie di più di 4.200 campi da calcio; oltre 73.000 tonnellate di CO2e  che equivalgono alle emissioni prodotte da più di578.000 viaggi in auto Roma-Milano. 

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COME SI OTTIENE IL FIBERPACK  

Il punto di partenza è la raccolta differenziata. Questi contenitori devono essere piegati e compressi, dopo aver eliminato i residui alimentari, e avviati poi al processo che li trasformerà da rifiuto in materia prima seconda. Previa sterilizzazione e trattamento meccanico dei cartoni raccolti, vengono quindi separate le fibre di cellulosa da tutti gli altri materiali. Le fibre recuperate attraverso questo processo sono la base per la realizzazione del Fiberpack, il materiale con cui vengono realizzati prodotti in carta (carta igienica, tovaglioli, fazzoletti e asciugatutto) certificati EU Ecolabel e distribuiti da Lucart attraverso i marchi Lucart Professional EcoNatural e Grazie Natural. Questi prodotti, che si contraddistinguono per il colore avana chiaro naturale dovuto all’assenza di sbiancamento delle fibre di cellulosa, sono caratterizzati da alti livelli di resistenza, assorbenza e morbidezza e sono ecologici al 100%.  

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NON SOLO FIBRE DI CELLULOSA  

Dal corretto riciclo di un contenitore in cartone tipo Tetra Pak si ottengono, oltre alla cellulosa, materiali come il polietilene e l’alluminio, utilizzati per ricavare l’AL.PE., un materiale recuperato e riutilizzato dalle industrie manifatturiere per numerosi usi, dall’edilizia all’arredo urbano, da oggetti di uso comune come penne e righelli ai pallet per il trasporto delle merci, dai sistemi di dispensazione degli asciugamani nei bagni ai pali di ormeggio nautico di Venezia. 

  

UN VERO E PROPRIO ESEMPIO DI “ECONOMIA CIRCOLARE DELLA CARTA”  

Grazie al progetto Fiberpack e agli ottimi risultati raggiunti in questi anni, Lucart è oggi in grado di offrire ai consumatori un prodotto in carta riciclata attraverso un progetto sostenibile e trasparente, che viene trasportato su un pallet riciclato e utilizzato attraverso un dispenser in plastica riciclata, derivante dal riciclo delle varie componenti dei cartoni per bevande. Un modello di sviluppo del prodotto che rispetta pienamente i principi dell’economia circolare, che parte dalla valorizzazione dei rifiuti attraverso un corretto smaltimento e avvio al trattamento fino alla loro piena trasformazione in materie prime seconde, pronte per essere riutilizzate e immesse sul mercato. 

I RICONOSCIMENTI OTTENUTI  

Il progetto Fiberpack è stato premiato nell’ambito della 14esima edizione del “Sodalitas Social Award 2016” con il riconoscimento “Best in Class”, il più prestigioso premio sulla sostenibilità d’impresa in Italia, e ha ottenuto nello stesso anno anche il premio “Non Sprecare” nella categoria “Aziende” grazie al proprio approccio all’economia circolare e ai consumi in ottica innovativa e sostenibile.  

  

UNA CASE HISTORY DI SUCCESSO IN SLOVENIA  

Nel 2015 Lucart ha avviato un progetto in fase pilota in Slovenia, insieme a una serie di partner locali, che è diventata oggi una case history di successo come esempio di introduzione di un sistema di economia circolare a partire dal riciclo dei cartoni per bevande tipo Tetra Pak.  

  

L’iniziativa - “Municipal material flow cycle of Beverage Cartons – Novo mesto” - è nata con l’obiettivo di sviluppare nell’area urbana di Novo mesto un sistema di economia circolare, duraturo e replicabile a livello internazionale, attraverso il recupero e la trasformazione dei cartoni per bevande in nuovi prodotti in carta per uso igienico e sanitario da utilizzare presso le strutture comunali e scuole di Novo mesto. Questo progetto ha visto il coinvolgimento di 14 istituti scolastici dell’area urbana di Novo mesto e segna un passo in più rispetto al solo avvio al riciclo dei cartoni per bevande: è un’iniziativa che va verso la costruzione di una reale consapevolezza dei benefici ambientali ed economici derivanti dalla raccolta differenziata, creando valore per l’economia locale nel pieno rispetto dell’ambiente. Oggi il 35% delle strutture pubbliche di Novo Mesto utilizza carta igienica realizzata da cartoni per bevande  e continuerà a farlo anche in futuro.

 

Il riciclo della carta

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In Svezia nasce il primo centro commerciale del riuso e riciclo

E’ stato inaugurato ReTuna Återbruksgalleria il primo centro commerciale esclusivamente dedicato alla merce di seconda mano e all’upcycling

Se l’economia circolare dovesse sposarsi con la passione per lo shopping, il luogo dove farlo sarebbe sicuramente la ReTuna Återbrucksgalleria , il primo centro commerciale del riuso e riciclo. Il complesso nasce nella città Eskilstuna, in Svezia, come una sorta di centro polivalente. Riunisce quindici negozi differenti specializzati nella vendita di beni recuperati e, in caso, riparati o ristrutturati: dai mobili ai vestiti, dalle biciclette ai computer e apparecchiature audio, fino ai materiali da costruzione e le attrezzature da giardino.

L’impianto ricorda molto da vicino l’outlet di elettrodomestici rigenerati nato in Italia. In questo caso però l’idea centrale, ovvero che un oggetto debba potere divenire un rifiuto il più tardi possibile, è ampliata al massimo, perseguendo quello stesso obiettivo al centro nuova proposta di legge svedese sul riuso.

Il centro ha un proprio impianto di riciclo dove gli acquirenti possono lasciare gli oggetti di cui si vogliono disfare. Un team ha il compito di selezionarli, riparali, pulirli e re-immetterli in vendita. Al suo interno ospita anche una caffetteria specializzata in alimenti biologici locali e uno spazio educativo che offre un corso annuale in “Progettazione, Riciclo e Riuso”, brevi sessioni sulle riparazioni fa-da-te e tour a richiesta per i visitatori interessati a capire come funzioni il progetto.

Questo non è un centro commerciale normale. Qui si può sperimentare lo shopping in un modo completamente nuovo, in modo ‘climate-friendly’- si legge sul sito del mega store – ReTuna Återbrucksgalleria è il primo centro commerciale in Svezia, e forse al mondo, che sfrutta gli oggetti che hanno bisogno di una nuova casa”.

Il centro è gestito dal comune, ma i negozi sono in mano a imprese private e sociali, in modo da dare spazio alle start-up e agli artigiani locali. Gran parte del merito del successo che sta raccogliendo questo progetto, va dato però ai residenti di Eskilstuna che hanno dimostrato fin da subito di essere completamente a loro agio con l’idea di acquistare prodotti di seconda mano.

Le difficoltà, ha ammesso il direttore generale, non mancano dal momento che alcuni dei negozi stanno ancora faticando a creare veri e propri profitti. Una sfida normale, però, se si considera che nessun altro ha finora tentato un modello di business simile su tale scala.

Fonte: Rinnovabili.it

Earth day

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Pillole sul riciclo: ACCIAIO

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