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In linea il sito Tosacanaricicla.com

toscanaricicla 720x520Toscanaricicla.com è la piattaforma web creata dai comunicatori delle aziende di igiene pubblica della Toscana per mettere in rete le proprie competenze e unire le loro forze per migliorare la comunicazione da fornire ai cittadini. E’ uno strumento che si arricchirà col tempo e che per il momento raccoglie la produzione mediatica realizzata in occasione della campagna di comunicazione ‘La materia è per sempre’, che appunto ha messo in rete per la prima volta quasi tutte le aziende toscane: del resto comunicare bene ai cittadini è il primo passo perché una raccolta differenziata sia fatta bene e sia finalizzata all’effettivo riciclo, che poi è l’obiettivo finale.

Sul sito sono disponibili i pdf delle affissioni e delle pagine dei giornali, ma anche i banner e gli spot televisivi e radiofonici che stanno andando in onda in questi giorni.

 

RAEE, il dramma ambientale del business illegale

Le cifre del riciclo dei RAEE sono poco incoraggianti: solo un terzo dei rifiuti elettrici ed elettronici è gestito nel modo corretto. Lo sostiene Pascal Leroy, segretario generale del WEEE Forum, che ha presentato il rapporto finanziato dall’Unione europea e intitolato “Countering WEEE Illegal Trade”. La ricerca è stata presentata ieri a Roma, durante un workshop dei Consorzi Ecodom e Remedia.

I dati dicono che, nel 2012, il 35% dei RAEE dismessi da aziende o da privati è stato gestito dai sistemi ufficiali di raccolta e riciclo: soltanto 3,3 milioni di tonnellate contro i 9,5 milioni totali. Il restante 65% (6,2 mln di tonnellate) è finito in esportazioni, riciclo non sostenibile o smaltimento nell’indifferenziata.

Lo studio ha stimato che oltre 750.000 tonnellate di RAEE finiscono smaltiti in maniera sbagliata e 1,3 milioni vengono spediti fuori dall’Europa senza documentazione adeguata: circa il 30% (400 mila tonnellate) è inutilizzabile, ma il 70% è ancora funzionante. Il dato peggiore è quello che rivela la scorretta gestione di 4,7 milioni di tonnellate di RAEE, il doppio del peso esportato. Parte di questo quantitativo è commercializzato illegalmente nella stessa Europa.

A rimetterci parecchio denaro è l’industria legale del riciclo, che vede svanire ogni anno tra 800 milioni e 1,7 miliardi di euro. I danni ambientali sono ancora più preoccupanti: più di 84 mila tonnellate di compressori per frigoriferi vengono rubate, che valgono un quantitativo di emissioni pari a quello prodotto da 5 milioni di auto in un anno.

«I RAEE che ogni anno, in Europa, sono gestiti non correttamente hanno un peso pari ad un muro di mattoni alto 10 metri che va da Oslo fino in fondo all’Italia», ha detto Pascal Leroy. Per ridurre il commercio illegale, il rapporto propone un “Operational Intelligence Management System” che si occupi di raccolta dati sui crimini e una “National Environmental Security Task Force” per l’applicazione di leggi a livello nazionale e internazionale.

 

FONTE: Rinnovabili.it

Circular economy, UE: manuali d’istruzione insegnino a riparare i beni

Rendere più semplice la riparazione o il riutilizzo dei prodotti per frenare la produzione di rifiuti a monte. Così l’esecutivo della UE intende dare un ulteriore impulso all’affermazione della circular economy o economia circolare. I regolatori europei hanno in programma di definire una nuova strategia – la cui presentazione è prevista per il mese di dicembre – per rendere l’economia comunitaria più sostenibile. Le strategie che porteranno l’Europa a sviluppare un’economia circolare competitiva non si limiteranno però solo ai rifiuti, ma per stessa ammissione di Bruxelles, contempleranno l’intero ciclo di vita dei prodotti, tenendo conto della situazione di ciascuno Stato membro; oltre ad azioni sul fronte dei rifiuti dovranno quindi prevedere interventi in materia di progettazione intelligente dei prodotti, riutilizzo e riparazione dei prodotti, riciclaggio, consumo sostenibile, livelli di riciclaggio, uso intelligente delle materie prime, rafforzamento dei mercati delle materie prime secondarie e misure settoriali specifiche.

Dalle prime indiscrezioni trapelate e raccolte dalla Reuters, sembrerebbe che tra le nuove richieste della Commissione Europea ci sia anche quella che i manuali di istruzioni dei vari prodotti, contengano le spiegazioni su come riparare eventuali guasti, sostituire parti danneggiate o recuperare materiali importanti, come alternativa al “cassonetto dei rifiuti”.

Un’indicazione che varrebbe anche per settori come l’elettronica di consumo così come per l’edilizia, dove ai costruttori sarebbe richiesto di fornire precise linee guida per la demolizione degli immobili al fine di garantire il recupero di risorse. Per il comparto dell’edilizia, tali linee guida dovrebbero anche poter garantireuna gestione sicura dei rifiuti pericolosi e offrire “protocolli di riciclaggio su scala industriale volontari”.

La bozza del nuovo piano della Commissione europea, consultata dalla Reuters in anteprima, afferma che si potrebbe migliorare la raccolta dei dati e il controllo della qualità delle materie prime riciclate come plastica e metalli. E’ probabile che l’esecutivo riporrà un’attenzione particolare  alle materie plastiche, esaminando da vicino  le sfide poste dalla plastica in tutta la catena del valore. Sul fronte alimentazione, sempre secondo la bozza di documento, si cercherà di migliorare il sistema di etichettatura, affinché i consumatori non buttino via il cibo prima dell’effettiva data di scadenza, inoltre lo schema prevede una metodologia comune per l’UE-28 e un indicatore specifico per i rifiuti alimentari.

FONTE: Rinnovabili.it

Smartness in Waste Management, i rifiuti sono sorvegliati speciali

 

L’economia circolare chiama, Smartness in Waste Management risponde. E’ questo il nome del primo open data ambientale realizzato in Italia per la gestione intelligente dei rifiuti. Presentato oggi a Roma dopo quattro anni di intenso lavoro, il nuovo sistema di monitoraggio non ha rivali in tutta Europa: ampliamento del già esistente portale dell’Osservatorio degli Enti Locali, lo strumento permetterà ai Comuni di promuovere interventi di riduzione e prevenzione della produzione dei rifiuti sul territorio. Ma non solo. L’obiettivo di Smartness in Waste Management è anche quello di creare un canale comunicativo con i cittadini, per fornirgli in maniera semplice e trasparente, tutte le informazioni ambientali ed economiche relative alla raccolta differenziata e al riciclo.

Il progetto nasce dal protocollo d’intesa siglato tra il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e Ancitel Energia e Ambiente, ma deve la operatività anche alla collaborazione con l’Istituto sull’inquinamento atmosferico del CNR. L’ente di ricerca ha permesso infatti di validare la metodologia di calcolo per la quantificazione delle emissioni in atmosfera connesse alla gestione dei rifiuti, dalla fase di raccolta fino all’avvio a riciclo del materiale stesso.

Il risultato? Un sistema di governance unico che consente di valutare in tempo reale le proprie performance ambientali ed economiche connesse al ciclo dei rifiuti. In questa prima fase saranno 30 i Comuni capoluogo di provincia che, attivando Smartness in Waste Management, avranno la possibilità di valutare con cadenza mensile le proprie “prestazioni” e, sulla base di dati risulta tinti, modificare le rispettive scelte gestionali. “L’obiettivo – ha spiegato Filippo Bernocchi, Delegato ANCI Energia e Rifiuti –è di arrivare a coprire nei prossimi 2 anni tutti i capoluoghi di provincia italiani per far sì che ‘Smartness in Waste Management’ diventi, insieme ad altri sistemi di rilevazione dati, lo strumento di riferimento per il monitoraggio, lo scambio di informazioni e la valorizzazione dei rifiuti in un’ottica di economia circolare”.

Come funziona Smarness in Waste Management?

Il sistema (ideato per dare attuazione a quanto indicato dalla Direttiva Rifiuti 2008/98/CE) è strutturato su tre quadri di indicatori, ovvero  raccolta, emissioni ed economicità. Per ognuno di questi rende disponibili informazioni quali:

– i rifiuti prodotti Kg/abitante;

– la percentuale di raccolta differenziata e la percentuale di avvio a riciclo per quanto concerne la raccolta;,

– le tonnellate CO2 equivalente prodotta e le tonnellate CO2 equivalente evitata;

– il bilancio delle emissioni e distanza media degli impianti di riciclaggio;

– il costo totale del processo euro/abitante;

– il costo del trattamento euro/ab;

– il ricavo del Consorzio di filiera euro/ab per quanto riguarda i dati economici.

In altre parole il sistema permetterà di ridurre i costi della raccolta differenziata e del riciclo in maniera considerevole, consentendo al contempo nuove politiche di gestione perché garantisce accessibilità, trasparenza e tracciabilità dei dati.

 

FONTE: Rinnovabili.it